Tensioni tra Iran e mondo arabo: il Marocco interrompe le relazioni diplomatiche con Teheran.

Poche settimane fa, il Marocco ha ufficialmente annunciato la rottura dei suoi rapporti diplomatici con la Repubblica islamica d’Iran. All’origine di questa dura decisione ci sarebbero le dichiarazioni di un dirigente iraniano circa la sovranità del Bahrain.

 Lo scorso febbraio, Nateq Nouri, ex presidente del Parlamento iraniano e attuale consigliere dell’Ayatollah Khamenei (suprema guida spirituale) aveva parlato del piccolo emirato del Golfo nei termini di una “provincia iraniana”. Secondo Nouri, infatti, nel 1971 (anno della conquista dell’indipendenza del Bahrain) l’Iran avrebbe perso la sovranità su questo territorio, a causa della debolezza del regno dello Shà. Tali affermazioni hanno provocato la dura reazione della monarchia del Bahrain poiché, in un paese a maggioranza sciita che, da tempo, reclama propri diritti politici e sociali fondamentali contro un governo di minoranza sunnita, tutto ciò avrebbe potuto scatenare ulteriori tensioni. Tale incidente diplomatico sembrava, tuttavia, essersi risolto a seguito dell’invio di un messaggio del presidente iraniano Ahmadinejad al re del Bahrain, in cui faceva presente il suo totale rispetto per l’indipendenza e la sovranità dell’emirato. Dal canto suo, il re del Marocco, Muhammad VI, ha invece qualificato “assurde e abiette” le parole di Nateq Nouri, considerandole contrarie al diritto internazionale e ai valori della religione islamica. Oltre ad ergersi paladino della solidarietà islamica nei confronti di un paese fratello, il Marocco ha denunciato l’ingerenza dell’Iran negli affari interni del regno maghrebino, accusandolo di attentare ai principi dell’Islam sunnita di rito malikita, fondamento spirituale del regno. L’obiettivo di Teheran, secondo Rabat, sarebbe quello di influenzare i marocchini d’Europa in favore dell’Islam sciita e in tale direzione, l’ambasciata iraniana in Marocco nasconderebbe l’intento di fare proselitismo. Fonti marocchine riferiscono che, a partire dal 2004, si è registrato un forte attivismo iraniano nel paese maghrebino, al fine di incoraggiare le conversioni allo sciismo, attraverso pubblicazioni e manifestazioni culturali. Tali accuse, che non erano mai state espresse ufficialmente, hanno condotto, al ritiro degli ambasciatori dai rispettivi paesi in questione. Il ministro degli Esteri iraniano ha, comunque, respinto le accuse di Rabat, giudicandole prive di basi e soprattutto pericolose per l’unità del mondo musulmano.
     La presa di posizione marocchina si colloca in uno scenario di forti preoccupazioni da parte del mondo arabo nei confronti dell’Iran e si ricollega ad un recente discorso del capo della diplomazia saudita, il principe al-Faysal, tenutosi al Cairo in occasione di una riunione dei ministri arabi degli Affari Esteri. Il principe saudita ha affermato che tutti i paesi arabi dovrebbero unirsi contro la minaccia rappresentata dall’Iran e adottare una visione comune circa le questioni riguardanti “la sicurezza araba” e le ambizioni nucleari iraniane. I paesi arabi temono, inoltre, la recente apertura del governo americano nei confronti di Teheran e la mancanza di un loro piano d’azione definitivo in merito. Da un sondaggio, realizzato lo scorso febbraio dall’emittente televisiva al-Jaz?ra, è venuto fuori che il 90% degli arabi considera il sistema politico al potere in Iran come loro nemico. Le questioni riguardanti l’ingerenza iraniana in Iraq, Libano e nei Territori palestinesi, le alleanze con Siria, Hamas ed Hezbollah, così come il sostegno ai gruppi sciiti presenti nel mondo arabo, non fanno altro che rafforzare la convinzione secondo la quale l’Iran mirerebbe, in seguito alla caduta del regime sunnita di Sadd?m Hussein e al consolidamento del potere da parte degli sciiti iracheni, alla conquista dell’egemonia della regione medio – orientale.
     Sulla base di tali considerazioni, c’è da chiedersi se il gesto di chiusura del Marocco nei confronti del governo iraniano rimarrà un episodio isolato o sarà accompagnato, al contrario, da eventuali emulazioni nel resto del mondo arabo.
                                                                                    
    
     Fonti:  www.aujourdhui.mawww.telquel-online.com,
               www.lematin.mawww.hebdo.ahram.org.

 

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