Spesa pubblica, l’istruzione è troppo indietro.

Gli ultimi dati Istat parlano chiaro: negli ultimi anni il sistema scuola in Italia ha avuto (o subìto) la certezza che non è considerato un settore fondamentale per il futuro del nostro Paese. A dimostrazione di questo basta dare un’occhiata alla “spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzione” pubblicata lo scorso Febbraio.
I dati: Al primo posto per la spesa c’è la “protezione sociale” che nel 2007 ha ricevuto il 36.7% della spesa totale (circa il 18,3% del Pil). Al secondo posto i cosiddetti “servizi generali” (tra cui il supporto agli organismi esecutivi e legislativi) che ha ricevuto nello stesso anno il 18.1% (l’8.8% del Pil). A seguire la “sanità” che ha ricevuto il 14% (il 6.9% del Pil). Solo al quarto posto c’è l’“istruzione” con 9.6% (appena il 4.7% rispetto al Pil). I dati si fermano al 2007, cioè non tengono conto della “finanziaria 2008” e quindi della politica dei tagli agli spechi e del risparmio attuata dal Ministro Gelmini. È lecito quindi pensare che la situazione attuale sia addirittura peggiore.
Dal 2000 ad oggi le cifre parlano di una certa stabilità in quanto a finanziamenti; si è passati dal 9.9% della spesa totale nel 2000 al 9.2% del 2006, che rispetto al Pil significa una costanza del 4.6-4.7% (nel 1990 la spesa rispetto al Pil era del 5.5%; da allora fu un continuo scendere fino al 1994, l’ultimo anno in cui si toccava quota 5%).
Dubbi e polemiche: Come è possibile che si spenda così poco? L’istruzione è al quarto posto ma con i suoi 71 miliardi a disposizione è lontanissima dalla sanità (105 miliardi), dai servizi generali (135 miliardi) e dalla protezione sociale (281 miliardi). Le polemiche dell’ultimo periodo sembrano quindi ricevere giustificazione per entrambi gli schieramenti. Giuste le dichiarazioni del Ministro della Pubblica Istruzione nel periodo di approvazione della riforma, quando sosteneva che  il problema in Italia è che si spende male. Riuscire a far quadrare i conti ed evitare ogni spreco è quantomeno fondamentale a queste cifre. Altrettanto giusti però i cori studenteschi che chiedevano più finanziamenti. Da troppi anni il sistema scuola più che vivere sembra sopravvivere, voltato verso il garantire l’istruzione fondamentale a tutti ma non le capacità per primeggiare.

                                         

Fonte: www.istat.it

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