“Salviamo il Caffè della Pace”: il presidio

Nuovo atto della lotta di gestori e autorità per evitare che il Caffè della Pace venga chiuso: l’ennesimo appello affinché non venga spazzata via una parte della storia di Roma. Lo scorso 8 aprile ha preso vita un nuovo atto della vicenda – tragedia o commedia, lo scopriremo solo vivendo – relativa alla chiusura del Caffè della Pace: il presidio a tutela della bottega storica di cui ultimamente si fa un gran parlare, con il fine ultimo di destare l’opinione pubblica su un caso che si fa sempre più controverso.
Al sit-in hanno preso parte non solo i gestori e le istituzioni che si sono fatte promotrici dell’iniziativa (Marta Leonori, Assessore al Commercio di Roma Capitale; Sabrina Alfonsi, Presidente del I Municipio; Franco Marino, Vicepresidente vicario dell’Assemblea capitolina; Giulio Anticoli, Presidente della Cna Roma Città Storica, Associazione Botteghe Storiche), ma anche clienti abituali ed esponenti di ulteriori forze politiche (Maurizio Gasparri di FI e Alessandro Onorato, Consigliere comunale per la Lista Marchini), tutti concordi sul nocciolo della questione: il Caffè della Pace non deve chiudere.
Abbiamo deciso di approfondire il punto di vista di uno dei rappresentanti delle istituzioni che si sono fatte carico dell’organizzazione del presidio: il Presidente della Cna Roma Città Storica, Associazione Botteghe Storiche, Giulio Anticoli. Massimo rappresentante della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Roma, Giulio Anticoli si fa portavoce dell’Associazione Nazionale di rappresentanza delle imprese artigiane, degli imprenditori e delle piccole e medie imprese e del commercio: come tale, attraverso il suo impegno promuove la tutela di quelle che vengono definite le “botteghe storiche”, vale a dire quei luoghi in cui non solo si commercia, ma si custodisce anche la storia della Città Eterna.
E il Caffè della Pace è decisamente una bottega storica: “Una splendida anticamera al Chiostro del Bramante – dichiara il Presidente della Cna – il Caffè della Pace è un museo e rappresenta la storia di Roma”, l’ennesimo spazio della memoria vivente che rischia di scomparire. Giulio Anticoli nell’intervista rilasciata (https://www.youtube.com/watch?v=4iNMewxi8Z0) sottolinea come siano molte, troppe, le attività commerciali storiche che negli ultimi anni sono state costrette alla chiusura definitiva. La mobilitazione è dunque l’ennesimo appello al buonsenso… se proprio di sentimenti si è sprovvisti…

di Annalisa Bifolchi

 

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