Recepita la direttiva europea per agevolare lo scambio transfrontaliero sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

Maggiore scambio di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale tra i Paesi membri dell’Ue e applicazione di sanzioni qualora tali infrazioni siano commesse con un veicolo immatricolato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata commessa l’infrazione.

É questo l’obiettivo del Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 37 (Gazz. Uff., 21 marzo 2014, n. 67) con cui il nostro Paese ha recepito la direttiva comunitaria 2011/82/UE. 
Il decreto si applica alle seguenti infrazioni in materia di sicurezza stradale:
eccesso di velocità;
mancato uso della cintura di sicurezza;
mancato arresto davanti a un semaforo rosso;
guida in stato di ebbrezza;
guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti;
mancato uso del casco protettivo;
circolazione su una corsia vietata;
uso indebito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.
Lo scambio di informazioni avverrà in via telematica tra i “punti di contatto” nazionali, ovvero l’autorità competente designata dai singoli Stati membri, ad eccezione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito, che hanno deciso di non adottare la direttiva comunitaria. Per l’Italia, quindi, l’organo preposto sarà il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri, la navigazione ed i sistemi informatici e statistici – Direzione generale per la motorizzazione. Pertanto, ogni punto di contatto nazionale garantirà ai suo omologhi la consultazione automatizzata dei dati nazionali di immatricolazione dei veicoli, come ad esempio i dati relativi ai veicoli, ai proprietari o agli intestatari. Garantendo la riservatezza dei dati trasmessi attraverso l’uso dell’applicazione informatica messa a disposizione sulla piattaforma EUCARIS (European Car and Driving Licence Information System).
Nel caso specifico, il proprietario, l’intestatario del veicolo o la persona individuata come autore dell’infrazione si vedrà recapitata una ‘lettera d’informazione’ in lingua italiana, contenente tutti gli estremi dell’infrazione e le sanzioni applicabili. L’utente potrà rispondere utilizzando un apposito ‘modulo di risposta’, dove potrà contestare l’infrazione e/o fare le dovute correzioni, nel caso in cui i dati riportati fossero errati. Il tutto entro 60 giorni dalla ricezione. La risposta e il pagamento della sanzione eviteranno quindi la notifica formale.
La Direttiva europea e il Decreto Legislativo presentano comunque ancora delle piccole lacune. Il mancato pagamento della sanzione o le procedure di riscossione della stessa, non è stato infatti ancora disciplinato. Va però ricordato che all’interno dell’Unione europea vige il reciproco riconoscimento delle sanzioni pecuniarie (decisione quadro 2005/214/Gai). Principio che non è sufficiente a rendere automatica la riscossione transfrontaliera delle multe non pagate, perché disciplinata in modo differente a seconda del Paese in cui l’infrazione è commessa. 
dell’Avv. Mariacristina Vernillo

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