“Pare…”che la crisi sia superata

Il congresso lombardo di CASARTIGIANI è stata l’occasione per mordere sul freno dei facili entusiasmi, quelli che, come dice Mario Bettini presidente di CASARTIGIANI Lombardia, vengono divulgati attraverso l’ ottimistico quanto truffaldino “pare… che la crisi sia finalmente superata”. C’è da dire che Bettini è portavoce di una delle quattro organizzazioni di settore che ci sono in Italia e c’è da considerare i risultati di un sondaggio che proprio CASARTIGIANI ha condotto su un campione piuttosto esteso.
Su circa 14 mila iscritti, oltre mille sono stati chiamati a rispondere circa la loro specifica situazione in merito a contrazione del mercato, fiducia delle banche nell’erogare credito e gettito fiscale e tributario. I risultati non sono fraintendibili: l’83% delle imprese artigiane ha subito un ribasso del fatturato che per oltre un terzo delle aziende si attesta sopra il 50%. Non solo: il 64% ritiene che le condizioni al credito imposte dagli istituti bancari siano più sfavorevoli che in passato. Le stesse banche hanno richiesto maggiori garanzie sul rientro dei fidi per addirittura 3 casi su 10 e nell’8% di questi casi i tassi sono stati maggiormente penalizzanti rispetto al passato. Per concludere, la metà degli intervistati ha dichiarato che ha assai bisogno di finanziamenti per il prossimo bimestre e che questi soldi servirebbero ad arginare le pressanti impellenze di semplici attività correnti e per soddisfare l’erario.
Quindi la Grande Crisi c’è ancora! O quanto meno siamo ancora completamente fiaccati dai postumi del ciclone che si è abbattuto sulla vita reale, in pieno stile tropicale. Il vero problema però è che c’è ancora l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) e Bettini ha inquadrato così la situazione: .
Al congresso però non ci sono state solo lamentele ma anche proposte: Domenico Zambetti assessore regionale all’artigianato della Lombardia ha dichiarato che si potrebbero utilizzare i soldi che non sono stati spesi con i Tremonti bond (si tratta di fondi predisposti dal Governo per le banche proprio per agevolare la piccola e media impresa) per sostenere la ripresa. Moltissime banche in effetti non hanno mai attinto da qual fondo, bloccando di fatto la liquidità del meccanismo produttivo italiano.
Le parole dell’assessore Zambetti sono state più che eloquenti .
L’ammontare di questo fondo che giace sonnolente è di circa 8 miliardi di €; il tasso di disoccupazione cresce ogni giorno, le aziende che fanno rotta verso il tracollo sono assai numerose: se il Governo non è in grado di gestire contemporaneamente riforme della Giustizia e colpevole gossip su laidi fatti di viziosa vita vissuta, che si concentri solo su ciò che serve, perché “pare” proprio che la crisi non sia superata affatto!

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