Oltre al danno anche la beffa

Tanto bene possono fare i soccorritori durante la gestione di un incidente salvando vite umane;  tanto male possono fare ai sopravvissuti ed ai familiari delle vittime. E’ quello che è accaduto dopo l’incidente del porto di Genova: Federico Potenza aspetta ore e ore al porto in attesa, fino alla notizia:  “Tuo padre è vivo”. 

Le successive due ore sono un’estenuante ricerca del padre, Maurizio Potenza, all’interno degli ospedali cittadini fino al ritorno sul molo e la scoperta dell’errore: il padre era morto, la sesta vittima del crollo.  
Questi eventi ci devono fare riflettere sull’importanza della formazione degli operatori che si occupano di emergenza. In tali frangenti, in cui la frenesia delle ricerche è altissima, la precisione delle informazioni che si ottengono e che si comunicano è tutto. Quello che si dice e come si dice ai familiari delle vittime è essenziale per aiutarli a sopportare l’evento, che sia luttuoso o meno. 
Federico ha perso il padre, che era nella torre quel giorno perché aveva fatto cambio turno con un suo collega, e a questo deve aggiungere il trauma provocato dalla falsa notizia avuta. 
Non sappiamo cosa tutto questo comporterà per la famiglia Potenza e se avrà o meno ripercussioni psicologiche, sicuramente una maggiore attenzione non avrebbe fatto male.
 
di Andrea Poliseno 

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