Mondiali da esoscheletro

12 giugno 2014, apertura dei  Mondiali, un ragazzo brasiliano paraplegico ha effettuato il suo ingresso in campo con una tuta robotica e un casco supportato da elettrodi che rileva input del cervello ed innesca i movimenti delle gambe, movimenti permessi grazie all’utilizzo di un esoscheletro progettato ad hoc.

Il debutto di una tecnologia che si suppone in futuro userà le onde cerebrali delle persone per gestire arti robotici.Questa dimostrazione iniziale è solo un primo prototipo, ma Miguel Nicolelis, neuroingegnere della Duke University, responsabile del progetto, lavora e progetta su un interfaccia cervello-macchina che consentirá ai soggetti di rimettersi in piedi, con la necessitá di una tuta robotica .
Scienza e innovazione sisposando e la tecnologia si basa su sensori che stimolano i segnali elettrici cerebrali, codificandoli e traducendoli in comandi digitali, i quali attivamo un dispositivo artificiale che agisce  in base agli input del cervello.
I pazienti sono stati scelti dal più grande ospedale del Paese ospitante i Mondiali e hanno un etá. Compresa tra  i 25 e i 30 anni , sanno camminare in laboratorio con l’esoscheletro e calciare un pallone. Possiedono inoltre la sensazione di camminare, prerequisito chiave di questo progetto: ” dare loro la percezione non di essere trasportati da una macchina, ma di camminare. In realtà, l’obiettivo l’abbiamo già raggiunto: non solo questi soggetti riescono a controllare i movimenti con l’attività cerebrale, ma ottengono anche un feedback dal dispositivo tramite gli arti ancora sensibili. Hanno tutti una sensazione fantasma, simile a quella dell’arto fantasma, che è del tutto nuova. È un risultato molto importante, che non avevamo previsto” afferma Miguel Nicolelis.
L’apertura di questo Mondiale ha segnato un ‘passo’ avanti per la scienza, lo sport, la riabilitazione e l’abilitazione tra una macchina che possiede sensori ed una persona che é dotata di impulsi nervosi e motivazioni.
La domanda più ricorrente riguarda la possibilità di applicazione di tali esoscheletri ad un target più ampio di pazienti tetraplegici, sia iatrogeni che congeniti; la risposta ci viene fornita con il tempo. Molte sono le ricerche e le scoperte, ma le loro applicazioni non si possono prevedere prima dell’impiego su prototipi.
Coniugare sport, medicina, ricerca, innovazione, robotica é tecnologia, é stata la vera vittoria dei Mondiali 2014.
 
di Sofia Diana 

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