Malati di Alzheimer: i familiari hanno diritto al rimborso delle somme ingiustamente pagate, per questo promossa un’azione collettiva

La Cassazione, con sentenza 4558/2012, ha stabilito che la retta per i malati di Alzheimer in lungadegenza o RSA deve essere a totale carico dei Comuni.

Questo importante principio sancito dalla Suprema Corte – che è intervenuto in una materia molto delicata, in quanto tali malati dovrebbero, in realtà, essere assistiti in strutture apposite – non è un’innovazione legislativa, ma un’interpretazione della normativa esistente: vale dunque per il futuro, ma anche per il passato.

Premesso ciò, in ottemperanza dei compiti propri di un’associazione a tutela dei consumatori, ‘cento giovani’, mette a disposizione dei famigliari di questi degenti il proprio ufficio legale per il recupero delle somme ingiustamente pagate nel corso degli anni, attraverso lo strumento dell’azione collettiva. Si tratta di somme ingenti che gravano ogni mese sulle famiglie dei malati, e a tal proposito la suddetta si prende carico di dare voce a quei famigliari che magari da soli non agirebbero per i costi eccessivi di un giudizio.

Sarà, dunque, possibile, previa iscrizione all’Associazione, richiedere il rimborso di quanto indebitamente versato a titolo di compartecipazione alla retta: il termine ultimo per potersi iscrivere e partecipare al ricorso è il 15 novembre 2013. Sempre entro il suddetto termine dovranno fornire la documentazione medica attestante la patologia oltre ai dati della struttura di degenza presso la quale il paziente è attualmente ricoverato o è stato ricoverato in passato.

Per tutti gli ulteriori chiarimenti è possibile venire in sede oppure telefonare al numero 066631859.

 

di Manuel Diana

con la consulenza legale dell’AVV. Tina Sanitate

 

 

Leave a Reply