L’UPM e il futuro delle relazioni euro-mediterranee

Sulla base di un’iniziativa del presidente francese Sarkozy  prese corpo nel 2007 l’idea della creazione di una “Unione mediterranea”. Tale progetto – che avrebbe riguardato settori quali ambiente; crescita economica e sviluppo sociale; dialogo tra culture; sicurezza marittima; lotta al terrorismo – fu concepito come risposta ad un sentimento di insoddisfazione per i risultati raggiunti dal PEM ed  in seguito ad un profondo squilibrio percepito in seno all’Unione.  L’UM di Sarkozy fu concepita, originariamente, come un progetto riguardante soprattutto i paesi sud-mediterranei. Tuttavia, l’idea che l’UM potesse rappresentare un’alternativa alle politiche europee nel Mediterraneo portò a modificare il progetto iniziale. La nuova UPM (Unione per il Mediterraneo) si configurò, dunque, quale ampliamento del Processo di Barcellona e della cooperazione euro-mediterranea.

Il sogno di Sarkozy, si è concretizzato il 13 luglio ‘08. Il summit di Parigi ha radunato capi di stato e di governo dei paesi mediterranei ( 9 paesi arabi e Israele) e dei  27 stati membri dell’Unione. Alla base di tale vertice la realizzazione di sei principali progetti: disinquinamento del Mediterraneo; un piano solare per la fornitura di energia alle zone rurali del sud ed in Europa; autostrade del mare per la regolamentazione del traffico tra Alessandria e Tangeri; piano di protezione civile per il coordinamento della lotta anti-incendio; un’università mediterranea; un piano di sviluppo delle PMI. Per il finanziamento di tali progetti, la Commissione non ha previsto ulteriori somme rispetto a quelle già stanziate nell’ambito del processo di Barcellona. L’emiro del Qatar, presidente del Consiglio di Cooperazione del Golfo,  si è dimostrato, invece, pronto a proporre gli aiuti economici necessari.
Il 3 e il 4 novembre ‘08 si è tenuta a Marsiglia la riunione dei ministri degli Esteri degli stati membri dell’UPM. In tale occasione,  l’ammissione della Lega Araba come membro a pieno titolo ha incontrato la ferma opposizione di Israele (alcuni paesi della Lega non riconoscono tuttora lo stato d’Israele). La questione è stata, tuttavia, risolta con la concessione ad Israele di uno dei cinque vice segretariati previsti (gli altri sono stati destinati all’Autorità nazionale palestinese, alla Grecia, all’Italia e a Malta). Barcellona è stata scelta come sede per il segretariato dell’UPM, mentre la presidenza sarà per due anni franco-egiziana.
Sebbene sia ancora prematura una valutazione dei risultati dell’UPM, molto dipenderà dal rendere al più presto operativo il nuovo quadro istituzionale e dalla necessità di attrarre risorse private, considerati  i circa 50 milioni di euro l’anno che l’ENPI, strumento finanziario delle politiche euro-mediterranee, destinerà ai progetti. Sarà allo stesso modo difficile rispondere, nei prossimi dieci anni, alla sfida per la realizzazione di 8-10 milioni di posti di lavoro nei paesi sud-mediterranei. In tali paesi il PIL per abitante  è 12 volte inferiore a quello dei popoli del nord. Inoltre, paesi come Marocco, Algeria, Tunisia ed Egitto contano, per esempio, un tasso di analfabetismo che si aggira tra il 30-40%. Il finanziamento di infrastrutture educative, così come la formazione avranno bisogno, dunque, di particolare sostegno.
Non per ultimo bisogna poi sottolineare che se all’origine della proposta dell’UM vi era la percezione di una debole coesione comunitaria, questa sembra tuttora minacciata dal rischio di una ulteriore frammentazione a favore dell’Europa Orientale, come ha dimostrato il recente lancio,  sulla base di una proposta polacco-svedese, del “Partenariato orientale”(Ucraina, Moldavia, Georgia, Armenia, Azerbaijan e Bielorussia).
                                                                                                                            
                                                                                                                    Ilenia Di Liberto
Fonti:
–     ALIBONI, Roberto, “L’iniziativa dell’Unione per il Mediterraneo: gli aspetti politici”, Servizio affari internazionali, Senato della Repubblica, gennaio ‘08.
–    CAPARRINI, Rudy, “L’ingresso della Lega Araba nella Unione per il Mediterraneo”, 13 novembre ‘08, www.paginedidifesa.it
–    CUGUSI, Battistina, “Unione per il Mediterraneo: perfezionamento o svuotamento di un disegno politico?”, CeSPI, febbraio ’09.
–    DUTEIL, Mireil, “Unione per il Mediterraneo. Il più resta da fare”, Le Point.fr, www.arabnews.it.

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