Liberi di muoversi, il piano del I Municipio per un centro storico a misura di pedone

Centro storico addio. Soffocati da rumore e smog, assediati dai bus turistici, circondati da uffici e B&B, gli abitanti stanno abbandonando il cuore di Roma, tanto che nei 22 rioni della città, nell’arco di soli quindici anni, i residenti sono scesi dai 142 mila del 2001 ai 123 mila di oggi, con un calo medio del 13%. “Abbiamo fatto la fotografia di quello che è successo nel centro storico negli ultimi anni, anche quando si parlava di ‘Modello Roma’ con un’attenzione diversa alla città. Anni contrassegnati da rioni sempre più spopolati di residenti e sempre più destinati a funzioni turistiche e direzionali”, spiega Federico Tomassi, economista e cofondatore di “Mapparoma”, un blog dove vengono riportati i fenomeni sociali e demografici della capitale divisi per quartiere.
Secondo Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, ci vorrebbe un piano di mobilità sostenibile che abbassi l’inquinamento e crei percorsi pedonali. “È uno dei pilastri contro lo spopolamento del centro storico. Dobbiamo recuperare il senso ed il valore dello spazio vuoto, libero, dobbiamo dare respiro alla città, alle sue strade ai suoi marciapiedi, dobbiamo in sintesi ridurre la presenza di auto e allontanare i bus turistici”.
E proprio nel I Municipio è stata presentata mercoledì 14 dicembre a Palazzo Valentini l’iniziativa “Liberi di muoversi”, volta a realizzare un centro storico a misura di pedone. Il progetto parte dalle isole ambientali previste nel piano generale del traffico urbano dei Campidoglio (approvato nel 2015, ma ancora non attuato) e prevede l’istituzione di rioni dove possano circolare solo auto e scooter dei residenti. Gli orari delle Ztl saranno modificati, le vetture potranno procedere a non più di 30 km/h e verranno realizzati percorsi pedonali protetti.
“Vogliamo colmare un vuoto di iniziative rispetto ai grandi temi della città – conclude il presidente Sabrina Alfonsi – mentre la sindaca 5 Stelle, Virginia Raggi, con la sua giunta non produce delibere concrete per il bene comune, il nostro parlamentino, seppure in ristrettezza di risorse e personale, cerca di colmare il vuoto politico e amministrativo raccogliendo le istanze degli abitanti e del territorio, anche su materie che il Campidoglio non delega ai Municipi”.

Di Benedetta Carulli

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