La lenta navigazione italiana. La banda larga che proprio non vuole salpare

Parliamo ancora di banda larga; ecco alcuni dati per un ulteriore raffronto con il resto d’Europa.
Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dalla Commissione europea, il numero di collegamenti a banda larga ha segnato un incremento medio del 10,7% dal luglio del 2008 al luglio 2009.
Il rapporto evidenzia inoltre un forte aumento della banda larga mobile in Europa, che ha registrato un incremento del 54% da gennaio ad oggi, con un tasso di penetrazione del 4,2%.
Infine, dato importante, i collegamenti a internet in banda larga in Europa sono sempre più veloci: l’80% dei collegamenti ha oggi una velocità di download di 2 megabit al secondo (Mbps) o anche superiore (che consente l’utilizzo delle applicazioni Web 2.0 e dello streaming video), con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Sono circa 11 milioni le nuove linnee fisse attivate quest’anno; il tutto tenendo bene a mente che siamo sempre in tempo di crisi.
Banda larga sempre più diffusa quindi, sempre più indispensabile, sempre più parte integrante della nostra società. O, per meglio dire, della società, ma non la nostra. Tempo fa infatti furono bloccati quegli, ormai famosi 800 milioni di euro da destinare alla banda larga nel nostro Paese. 800 milioni destinati a  portare la banda larga a 20 megabit al 96% della popolazione entro il 2012 e facenti parte di un piano di interventi molto più ampio (da 1,47 miliardi di euro) ma non prioritario, almeno secondo le dichiarazioni di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Lo stesso finanziamento da 800 milioni che solo qualche giorni più tardi il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola promise di approvare entro fine anno, perché la è vero che ci sono questioni molto urgenti da affrontare in tempo di crisi, ma, altrettanto vero è che l’Italia non può più perdere tempo. Parliamo di interventi che dovrebbero dar vita a circa 30 mila micro cantieri che a loro volta garantiranno lavoro a 60 mila persone. Come dire, la banda larga è prioritaria  non solo a livello di sviluppo delle comunicazioni, ma anche come un efficace antidoto contro la crisi, tornando a far girare l’economia ed creando posti di lavoro.
In attesa di capire quale sarà il destino della banda larga italiana, resta solo una considerazione da fare: mentre l’Europa va dritta per la sua strada, in Italia ancora si discute se si debba o non debba fare. L’unica certezza in tutta questa faccenda è che, ancora una volta, ancora in un settore fondamentale, abbiamo deciso di andare più lentamente degli altri. Abbiamo paura di investire? Abbiamo paura del progresso e del futuro? O più semplicemente non abbiamo i soldi per tenere il passo? Qualunque sia la motivazione, appare chiaro che l’imbarcazione italiana si trova a non saper affrontare le nuove sfide della navigazione. Forse la falla non sta nella barca, ma nella gestione delle risorse, nel timoniere, e cioè in chi la barca la guida.

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