La Grande Piramide di Cheope

Nell’anno 2510 a.C., due millenni e mezzo prima della nostra era, i sacerdoti dell’Antico Egitto preparavano il corpo del faraone defunto per la sua nuova rinascita verso l’Aldilà. Rimuovevano con cura i suoi organi eccetto il cuore, considerato dalla religione, il centro del pensiero e dell’anima e li deponevano con cura nei vasi canopi, ciascuno protetto dal proprio dio. Ad ogni passo durante la mummificazione del defunto faraone eseguivano dei rituali sacri che proteggevano il morto nel suo viaggio verso la felicità eterna in gloria agli dei. La destinazione finale nel suo percorso in questo mondo era la sua magnifica tomba: considerata la macchina della sua vera rinascita. La piramide di Cheope è la più alta di qualsiasi altra costruzione realizzata prima dell’epoca industriale. E’ considerata un prodigio della matematica dell’ingegneria antica. In origine la sua altezza era di 147m. Oggi la sua attuale altezza è lievemente inferiore a causa della rimozione del rivestimento di calcare detto per l’appunto pyramidion. Si ritiene che il Faraone Cheope, nome greco con il quale è conosciuto “Khufu”, abbia regnato dal 2589 al 2560 a.C. La sua piramide è considerata la più antica e la più grande delle tre costruite nella Piana di Giza. Si calcola che sia formata da 2,5 milioni di blocchi di calcare, ognuno dei quali del peso di 2,3 tonnellate, sebbene alcune pietre poste alla sua base sfiorino le 15 tonnellate. La parola piramide deriva dalla lingua greca, “pyramis”, nome preso probabilmente dalla tipica torta  che veniva consumata in quel epoca. Ma per gli egizi la piramide era molto di più, la garanzia dell’immortalità del loro faraone, del loro conduttore, quindi del loro regno. Ma per avere l’efficacia della sua missione, la piramide doveva essere finita prima della morte del sovrano, il quale era molto più di un re: era considerato da tutto il popolo un Dio incarnato che dimorava sulla terra e nel cielo. La piramide era l’espressione della sua autorità sul suo regno, uno status simbol per tutto il popolo egizio. Il padre di Cheope ne ha costruito ben 3 piramidi, prima di sceglierne una. Ma Cheope voleva sorpassare suo padre, costruendo una piramide ancora più grande e di migliore qualità. I visitatori che vogliono scorgere le meraviglie di questa sontuosa costruzione, possono salire per pochi metri una scalinata intagliata appositamente sulla facciata esterna della Grande Piramide. Ma, confrontarsi con le ripide inclinazioni e gli spazi limitati è arduo, non è però consigliato a coloro che soffrono di claustrofobia o che hanno problemi cardiaci, ma il suo interno è pulito e ben illuminato e vi sono corrimani e rampe di legno. All’estremità di questa rampa, vi era ubicato un secondo edificio sacro, il Tempio in Valle. Sorgeva al bordo di un bacino alimentato dalle acque del Nilo e veniva utilizzato una volta all’anno durante l’inondazione per alcuni riti sacri. Entrambi i templi purtroppo sono andati persi, ma le lastre di pavimentazione della rampa si sono conservate nel corso dei secoli. All’inizio dello scorso secolo la visita completa della Grande Piramide comprendeva non solo l’esplorazione dei passaggi interni, ma anche la salita sulla cima. Infatti, su una guida dell’Egitto del 1902 riporta così l’avventura di un turista: “Assistito da due beduini che lo tengono per mano ed eventualmente da un terzo e, senza dover pagare un extra che lo spinge da dietro, ed inizia a salire i gradini”. Una volta arrivati, in cima molti turisti per lasciare un ricordo della loro fantastica avventura, scrivevano il proprio nome sulla pietra. Ma un recente progetto archeologico ha catalogato ciascun blocco della piramide, quindi è vietato lasciare graffiti o firme. Tra i graffiti storici ancor oggi conservati è, stato trovato il testamento di qualcuno che salì sulla piramide per suicidarsi, o addirittura vi erano scritti i nomi di due innamorati che rimarranno immortalati insieme sulla roccia per l’eternità. In conclusione devo dedurre che l’ossessivo desiderio per l’immortalità dei faraoni della quarta dinastia ed oltre, insieme alla volontà e la credenza del popolo egizio, hanno permesso non solo di costruire il meraviglioso complesso piramidale di Giza, ma furono in grado di costituire la prima superpotenza del mondo, segnando il trionfo dello spirito umano davanti alla morte eterna.

Leave a Reply