La devianza della Statistica

Il Governatore di Banca d’Italia Mario Draghi, durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in scienze statistiche all’Università di Padova, ha dichiarato che durante il 2010 la ripresa, tanto attesa, finalmente ci sarà. Lenta ma costante; il Governatore inoltre ha sottolineato quanto in effetti la ripresa è una conseguenza che per larga parte dipende dal “sostegno pubblico”. E come potrebbe esser diversamente? I nfatti 1,6 milioni di lavoratori non si riescono a tutelare solo attraverso politiche di welfare state sostenute dagli ammortizzatori sociali, seppure concrete e fattive.
Tuttavia Draghi sostiene che il governo debba ancora far molto nell’ambito delle riforme affinché gli effetti dei sostegni all’occupazione ed alla produzione non vadano vanificati ed, a riguardo, auspica che il sostegno che la Politica ha da parte dell’analisi statistica, sia maggiormente “indipendente” così da svolgere la funzione di reale orientamento all’attività decisionale, che gli è propria.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un intervento radiofonico, di contro risponde che la posizione del Governatore Draghi circa gli ammortizzatori sociali non è sostenuta dai fatti dell’azione di Governo.
Draghi ha fatto riferimento in oltre alla solidità finanziaria delle famiglie italiane rispetto alla condizione sia dell’UE che degli USA e al fatto che, secondo i dati statistici ufficiali, non c’è nessuna correlazione tra criminalità ed immigrazione.
In sostanza, appare chiaro che il dibattito non si impernia tanto sui temi degli ammortizzatori sociali o della capacità dei nuclei familiari di reggere la botta della crisi, bensì sul fatto che “la discussione della politica economica deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenute affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un’opinione pubblica largamente disinformata”.
Effettivamente il Governatore già a maggio aveva invitato il Governo a farsi protagonista di una riforma “organica e rigorosa” del sostegno ai lavoratori, in modo da coordinare lo sforzo universalizzando i trattamenti in loro favore. In quell’occasione Draghi aveva individuato nella Cassa Integrazione e nell’indennità di disoccupazione i principali strumenti di cui avvalersi, dopo essere stati debitamente adeguati ai tempi; a tutt’oggi, appunto appoggiandosi a ricerche statistiche inesatte, sempre secondo Draghi, si sono palesate “le manchevolezze di lunga data nel nostro sistema di protezione sociale. Esso rimane frammentato”.
I numeri parlano chiaro: 1,6 milioni di lavoratori non hanno diritto al sostegno in caso di licenziamento. Tra i lavoratori a tempo pieno del settore privato oltre 800mila, l’8% dei potenziali beneficiari, hanno diritto ad un’indennità inferiore ai 500 euro al mese.
I numeri parlano chiaro, a patto che siano fedeli alla realtà.

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