Insegnanti: una maratona verso il futuro

« Quali motivazioni e aspettative spingono oggi in Italia un/una giovane verso la professione del docente? Attraverso quali percorsi formativi? E quali aspetti della professione potrebbero, invece, tenere lontano dalle scuole i giovani più promettenti? ».
     Questi ed altri i quesiti che ci accompagnano, nel “Rapporto sulla scuola in Italia 2009” stilato dalla Fondazione Agnelli, attraverso il tortuoso mondo della pubblica istruzione.
Determinazione, competenza e passione si scontrano spesso con il complesso iter burocratico delle assunzioni, una macchina colossale che si muove per mezzo di ingranaggi sempre più lenti e disarticolati.    
Nell’ambito del dibattito sulle riforme da apportare al sistema educativo vigente risulta dunque determinante una riflessione sulla figura dell’insegnante, il suo ruolo sociale, la sua formazione e il suo reclutamento. Ma come si diventa insegnanti in Italia?Con l’entrata in vigore della riforma Moratti (legge 53/2003) il sistema di assunzione del corpo docente avrebbe dovuto seguire un percorso completamente nuovo, vista l’introduzione del biennio di formazione SSIS successivo al conseguimento della laurea magistrale propedeutica. Questa nuova metodologia sembra aver garantito una prima forma di selezione che tuttavia ha allontanato maggiormente gli aspiranti docenti da esperienze concrete in aula favorendo un’ulteriore specializzazione in ambito teorico e nozionistico basata su lezioni frontali a discapito delle effettive ore di tirocinio e di una appropriata preparazione pedagogica.
La finanziaria 2007 ha in seguito trasformato le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, bloccando così le nuove iscrizioni con l’intenzione di arginare la proliferazione degli aspiranti al posto di ruolo e soddisfare le aspettative di quanti da anni fossero inseriti in graduatoria. Tuttavia, dal 2008, sono stati sospesi dal ministro Gelmini i corsi di abilitazione biennali, impedendo così l’accesso al ruolo per i nuovi laureati.
    L’attuale situazione ha determinato una paralisi del sistema di assunzioni e ricambio in cui è impedito l’accesso alle nuove generazioni di docenti , incrementando i già drammatici dati statistici che vedono l’età media degli insegnati prossima ai 50 anni.
    Quale dunque la soluzione possibile per assorbire i circa 3000 aspiranti alla cattedra senza impedire per molti anni l’accesso ai giovani docenti?È lo stesso Rapporto della fondazione Agnelli a lanciare alcune proposte. La prima modifica il reclutamento degli insegnanti, abolendo le graduatorie e creando un Albo nazionale dei docenti abilitati, cui lo stesso dirigente scolastico potrà attingere per coprire eventuali vuoti d’organico. La seconda, invece, riguarda la struttura della retribuzione, aggiungendo allo stipendio base alcune maggiorazioni che tengano conto del costo locale della vita e delle singole realtà di ciascun contesto didattico; si aggiunge inoltre a ciascuna scuola, nell’ottica di una maggiore autonomia, un «premio d’istituto» da elargire a propria discrezione come incentivo.
    L’autonomia scolastica potrebbe essere dunque il punto di svolta del cambiamento, pur presentando notevoli zone d’ombra; se è vero che in tal modo ciascun istituto può godere di una notevole libertà decisionale nell’ambito di un sistema nazionale, offrendo la possibilità di un maggiore adattamento ai sistemi e alle realtà locali che si connotano in modo differente e con esigenze distinte su tutto il territorio, aumenta però il rischio di competizione fra scuole; lungi dall’essere un incentivo al miglioramento, potrebbe invece  accentuare il divario fra i vari istituti, generando una forte disuguaglianza formativa.
    E se il futuro di uno stato democratico risiede nella scuola, principale educatrice della classe dirigente del domani, possiamo di sicuro affermare che i docenti del futuro saranno quelli più motivati, preparati e determinati ad intraprendere questo lungo e tortuoso cammino, verso una professione che prima di essere un mestiere è una vocazione.
    
Fonti:
www.ilsole24ore.com (11/02/2009).
Rapporto sulla scuola in Italia 2009 della Fondazione Giovanni Agnelli, Bari 2009.

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