Illustrissimo Giorgione

A dicembre Castel Franco Veneto celebra con un evento imperdibile il grande artista, suo illustre concittadino: Giorgio da Castelfranco, meglio conosciuto come Giorgione.

Il protagonista assoluto della pittura veneta del ‘500 , è diventato il padre di un Rinascimento italiano alternativo, un’alternativa non basata sul disegno preciso di Leonardo e dei fiorentini ma sulla simbiosi del colore e della luce. Poco sappiamo della sua vita piena di misteri, legata come alla pittura e alla musica così all’astrologia, una vita alla ricerca di un’espressione pittorica nuova. La sua breve e oscura stagione artistica viene stroncata dalla peste nel 1510, il suo destino: la fossa comune, è uguale a quello di Mozart. Nella pittura di Giorgione il valore tonale (effetto creato dal connubio luce-colore), diventa lo strumento principale dell’espressione e della sintesi tra l’uomo e la natura. Un’intera generazione di artisti veneti ha raccolto il suo insegnamento a cominciare dal “grande” Tiziano, creando un divario enorme fra la pittura veneta e quella fiorentino-romana.
Morto giovanissimo, Giorgione non ha potuto vedere il risultato delle sue innovazioni pittoriche. A Castel Franco, sua terra natale, si trovano le due opere fondamentali della preziosa ma ristrettissima eredità dell’artista: la “Pala”  (conservata nel Duomo) e il “Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche”. A cinquecento anni dalla sua morte Castel Franco ci propone una rara occasione per incontrare diciotto dipinti, attribuiti dalla critica al Giorgione e giunti nella città veneta dai musei più rinomati del mondo: dall’Accademia di Venezia, dalla National Gallery di Londra, dall’Ermitage, dal Palazzo Pizzi di Firenze etc.. In tutto sono quarantasei i musei italiani ed europei che hanno prestato le opere alla mostra.
Le tele di Giorgione sono affiancate da oltre cento opere dei maggiori artisti del tempo, pittori come Bellini (che ha ispirato le ricerche artistiche di Giorgione), Durer, Perugino, Tiziano (il suo allievo che ha superato il celebre maestro), Raffaello e tanti altri nomi dei grandi maestri della pittura italiana.
Una mostra dunque centrata sul fenomeno “Giorgione” e densissimi incroci culturali del ‘500. Una parte curiosa e affascinante della mostra si intitola “Le sfide” e ospita i capolavori dell’arte che i critici si sono accapigliati nell’attribuire ora a Giorgione, ora ad altri grandi del tempo, come Tiziano o Sebastiano del Piombo. Infine, il visitatore può ammirare l’unico affresco rimasto di Giorgione custodito all’interno della “Casa Barbarella”, ora “Museo Casa Giorgione”. Si tratta del suo famoso “Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche”.  
La mostra inaugurata lo scorso 12 dicembre, è visitabile sino all’11 aprile 2010 e per la prima volta ci propone una visione completa di un artista geniale e misterioso, del quale Gabriele D’Annunzio scriveva così:

”Tutto, o quasi,  di lui s’ignora; e talun giunge a negare la sua esistenza.
Il suo nome non è scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa.
Pure, tutta l’arte veneziana sembra infiammata dalla sua rivelazione.”

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