Il peso del passato

Il petrolio crolla ma la benzina no, è la dura legge della componente fiscale da versare allo Stato per quanto riguarda il cosiddetto oro nero. Da un’attenta valutazione notiamo che il 70% del prezzo finale della benzina è il risultato delle tasse e delle accise imposte dal nostro Paese. Queste ultime due componenti segnano quasi per intero la differenza fra il nostro Paese e il resto dell’Europa: particolare, emblematico e per certi versi anacronistico è il caso delle accise. Esse sono fisse e come tali pesano in proporzione automaticamente di più quando il prezzo della benzina si riduce.
Alcune di esse nascono quasi un secolo fa, come quella ancora attiva per finanziare la guerra di Etiopia del 1935-1936, così come quelle per il disastro del Vajont o il terremoto del Belice. Ma le vere stangate provengono dalle accise più recenti, come quelle introdotte nel 2011 in piena crisi economica e che pesano per circa 14 centesimi al litro di benzina. In totale il peso delle accise su ciascun litro di benzina è stato calcolato in 50 centesimi. Questi dati confermano come lo Stato incassi molti soldi pubblici proprio dalla distribuzione del carburante agli italiani.

di Valerio Bocci

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