Il commercialista 2.0

Giovedì 28 aprile 2016 si è tenuto a Roma il II Congresso Nazionale dell’Unione Italiana Commercialisti dal titolo Commercialista 2.0. Un titolo eloquente per una professione ormai radicata nel tempo e che sente la necessità di innovarsi con l’obiettivo di innovare il sistema Paese. Con i saluti del Presidente dell’Unione Italiana Commercialisti, Domenico Posca, si sono tenute durante la giornata quattro tavole rotonde tutte con un filo conduttore, l’innovazione.
Innovazione è una parola d’ordine ormai anche nell’ambito di una categoria professionale che negli ultimi anni ha subito una forte revisione nell’ambito delle proprie expertise sempre più settoriali, specialistiche messe a disposizione anche al settore pubblico oltre che a quello privato.
È proprio in base al tema portante del congresso che i commercialisti riuniti in congresso hanno tentato di verificare quale sarà il futuro della categoria soprattutto pensando ai giovani professionisti e come riorganizzarsi partendo dal basso, ovvero dal proprio studio, fino a capire come innovare un sistema ordinistico ormai non più in linea con i tempi.
Ma innovare significa anche altro: padronanza delle tecnologie e degli strumenti che migliorano e facilitano il lavoro quotidiano e scouting di nuovi mercati, soprattutto quelli emergenti dove il professionista riesce a offrire un grande supporto con le proprie competenze.
Insomma, una vera rivoluzione si avvicenderà nei prossimi anni anche nella professione del commercialista, una volta ritenuto un semplice contabile e che oggi, invece, per restare sul mercato ha necessità di specializzarsi continuamente facendo si che la figura sia di grande riferimento in contesti multidisciplinari quali ad esempio la finanza, il fisco, il giudiziario, il controllo di gestione, la revisione aziendale.
In pratica, il commercialista 2.0 soppianterà il vecchio e poco specializzato commercialista che vive solo di contabilità e darà spazio all’innovazione e alle competenze reali di ciascun professionista che avrà, tra le altre cose, l’obbligo, di crearsi il proprio network relazionale che trasformerà in un proprio vantaggio competitivo.

Di Donatella Carriera

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