Generazione Youthtopia: la vita spericolata ha perso l’appeal

Attraverso una ricerca sociale, talvolta, si scoprono cose che ribaltano le aspettative: siamo cresciuti sentendoci dire dalle generazioni precedenti che eravamo senza ideali, senza valori; a pensare ai giovani si fa presto a farsi l’idea di una serie di scioperati cresciuti a pane e televisione o videogame. Non è così! I

n taluni casi effettivamente si riscontrano addirittura dipendenze da web che creano seri problemi sociali nei giovani colpiti da questa nuova “droga”; ma proprio anche attraverso l’analisi dei reticoli sociali che vivono attraverso Internet, Mtv International ha condotto una ricerca dal nome assai indicativo: Youthtopia.
Si tratta di un campionamento condotto su circa 7mila giovani europei di 7 tra i Paesi più rappresentativi (Regno Unito, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Grecia e Svezia) per andare ad individuare stili di vita, modelli di comportamento e valori culturali.
Come detto, il risultato, più che confortante, è opposto a ciò che spesso si crede, ma d’altronde già duemila anni fa le generazioni più anziane erano solite guardare a quelle più giovani con malcelata diffidenza dicendo che letteralmente significa .
Il 1983 è molto più lontano di quanto non sembra, infatti il celeberrimo brano di Vasco Rossi “Vita Spericolata”, presentato nell’edizione di quell’anno del Festival di San Remo, descriveva uno stile di vita che appare morto e sepolto.
Tra i valori che i giovani europei pongono al primo posto ci sono l’onestà ma soprattutto l’amicizia e anche se il numero dei matrimoni religiosi contratti è in decrescita da anni e il numero dei divorzi entro i primi 3 anni di matrimonio è molto alto, pare che i giovani abbiamo come esempio di modello familiare quello classico e che l’adulterio sia visto come deprecabile.
Attraverso una serie di questionari somministrati attraverso le aree di incontro virtuali dei social network su Internet, la ricerca ha evidenziato che i valori principali delle nuove leve sono 5: la tradizioni, l’individualità’, l’onesta’, l’impegno, la positività ma soprattutto che droghe ed alcool sono considerati molto pericolosi. È inoltre interessante il dato circa ciò che i giovani pensano del fallimento esistenziale: esso dipende dalla pigrizia e dallo scarso impegno. Almeno in Italia questo significa che il mito del posto fisso è tramontato e che c’è un’intera generazione pronta a scommettere su sé stessa.
Insomma la generazione dei giovani nel 2010 non appende più poster di Jim Morrison in camera, non indossa più magliette con la faccia di Che Guevara, ma si identifica con l’etica dell’impegno sociale e politico di Barack Obama.
Il rettore dell’Università romana LUISS, Pier Luigi Celli, in una lettera aperta intitolata “Figlio mio, lascia questo Paese”, spiega come sia impossibile per un giovane crescere in questo paese; riflettendo sui risultati della ricerca Youthtopia verrebbe da dire “papà, perché non te ne vai tu?”, insomma quando un sano ricambio generazionale sarà completato, forse ci sarà maggiore equità sociale ed economica.

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