G8: se l’università torna protagonista

Palermo prima e Torino poi accolgono la seconda edizione del G8 universitario dopo l’edizione di Sapporo del Luglio 2008. L’obiettivo? Enrico Decleva, presidente CRUI (conferenza dei rettori universitari italiani) lo individua nel “rivendicare il ruolo autonomo e insostituibile del sistema universitario nella costruzione di un mondo sempre più integrato e responsabile”.
La presidenza italiana nel G8 dei capi di Stato 2009 ha spinto la CRUI, insieme al Politecnico di Torino e all’UNESCO a convocare un vertice universitario per rivendicare il ruolo che le università debbono avere  nel mondo, in particolar modo in un momento di crisi come quello attuale in cui la soluzione non può che essere un modo  nuovo di vedere le cose. A questo appuntamento prenderanno parte non solo tutte le componenti del mondo dell’Università dei paesi del G8, ma anche quelle degli Outreach 5 (Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa), del gruppo MEM (Corea del Sud, Australia, Indonesia) e di alcuni paesi della sponda del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’America Latina quasi come monito: per uscire da una crisi che coinvolge tutti bisogna trovare una soluzione che vada bene a tutti. Fondamentale quindi il coinvolgimento non solo dei cosiddetti Paesi “più sviluppati”, ma di tutti i Paesi rappresentanti di differenti culture e situazioni.
La vera rivoluzione? Sono in molti ad individuare, come soluzione alla crisi, un nuovo modo di pensare lo sviluppo energetico e quindi economico, mettendo alla base di tutto energie rinnovabili con costi più bassi o comunque ammortizzati nel tempo nel pieno rispetto di ambiente e territori. Ecco allora che entrano in gioco gli studenti ai quali è stato affidato un ruolo chiave in questa manifestazione: la presentazione di proposte di modelli di vario tipo per lo sviluppo sostenibile, quasi a rendere questo G8 un vero e proprio cantiere (o laboratorio).
Tra gli obiettivi del confronto tra studenti del primo appuntamento (il G8 university students’ summit, a Palermo, 8-9 Maggio) ci sono: sviluppo sostenibile, cultura della legalità per la promozione della pace e il ruolo che questi temi hanno nella formazione dei cittadini del futuro. A dare il loro contributo anche il Premio Nobel Rigoberta Menchu e  Jeremy Rifkin, Piero Grasso e Vincenzo Scotti.
Nel secondo appuntamento, a Torino (G8 university summit, 17-19 Maggio) saranno invece rettori e presidenti delle Università a confrontarsi in sessioni di lavoro dedicate all’Economia, all’Etica, all’Ecologia e all’Energia. Ciascun tema sarà affrontato da un gruppo di lavoro presieduto da un relatore d’eccezione: Mario Monti (former EC Commissioner) per l’Economia, Pei Gang (Accademico della Chinese Academy of Sciences) per l’Etica, James Barber (Presidente dell’International Society of Photosynthesis Research) per l’Energia e Kwabena Akyeampong (Viceministro per il Turismo del Ghana) perl’Ecologia.
A sottolineare l’importanza di questo evento anche il rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo vede il G8 universitario come  “un’occasione unica per riunire rettori e presidenti di atenei di così tante Nazioni per riflettere insieme sul ruolo fondamentale dell’Università e su come rilanciarlo alla luce dell’attuale contesto mondiale, in cui le esigenze di formazione e di ricerca sono profondamente mutate”, università che deve “essere anticipatrice del futuro. Dove si fa ricerca e si formano i giovani, in un laboratorio in prende corpo la sperimentazione e si genera innovazione”.
Non solo quindi una manifestazione banale ma il vero e proprio tentativo di far tornare l’università protagonista, in quanto unica vera fonte di quel sapere necessario per l’innovazione e la progettazione di un futuro sostenibile: sogno, obiettivo o necessità urgente?

fonti: www.crui.it

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