Facebook cambia faccia: parità di genere iconica

La differenza sembra minima, appena visibile, di poco conto a livello grafico. Ma quello compiuto da Caitlin Winner potrebbe essere un primo passo verso un cambiamento di mentalità condiviso. Social, appunto.
L’annuncio arriva su Medium, piattaforma social fondata su contenuti giornalistici: Caitlin Winner, design manager di Facebook, spiega le dinamiche che hanno condotto alla decisione di trasformare alcune delle icone del social network. Dopo essersi resa conto infatti di quanto nell’icona delle richieste di amicizia il vector della donna fosse stato realizzato in maniera approssimativa – a differenza dell’immagine dell’uomo, perfettamente simmetrica – la designer si è spinta oltre, riflettendo sulla portata ideologica che proprio quel simbolo veicola in tutto il mondo: l’uomo in primo piano copre la figura della donna. Via al restyling, dunque: nuova posizione – affiancata – per le due teste, alle quali è stato anche un appuntamento dal parrucchiere, per rendere il taglio, è proprio il caso di dirlo, più attuale. Stessa filosofia alla base delle modifiche apportate all’icona dei gruppi: non più due uomini – uno in primo e uno in secondo piano – e una donna in posizione defilata, ma una donna che presenta un uomo e una figura che più neutra non si può.
L’impegno della designer non si ferma qui, comunque: «Alla fine di questo progetto, tengo alta la guardia sul simbolismo. Tento di analizzare tutte le icone, in particolare quelle più familiari. Ad esempio, la ventiquattrore può essere considerata come simbolo del “lavoro”? Chi usava la ventiquattrore e in che periodo storico? In quali altri modi il “lavoro” può essere rappresentato e cosa evocano queste icone per la maggioranza della popolazione terrestre?». Non solo una questione di genere, dunque, ma di parità e uguaglianza “world wide”, proprio come il web che l’invenzione di Facebook ha modificato.
«Tutte le buone intenzioni riscontrate il primo giorno erano reali. Vogliamo continuare a rendere Facebook migliore, ad agire piuttosto che lamentarci, a far crescere un’azienda in cui le idee possano diffondersi in modo sistematico, e a costruire una piattaforma che sia adeguato alle persone, dalle caratteristiche fondamentali, fino alle icone più piccole».
Una partita importante da giocare quella di Caitlin Winner, la quale del resto sembra essere predestinata al meglio: un cognome, una garanzia!

di Annalisa Bifolchi

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