Economia alla luce del Sole

Noi italiani siamo quarti! Non si tratta di un piazzamento ai mondiali di nuoto, che pure ci stanno regalando grande prestigio a colpi di record, bensì della speciale classifica internazionale che misura il ranking (sistema di valutazione circa un determinato parametro) dei Paesi sulla loro capacità di produrre energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici.

 

Nel 2008 abbiamo raggiunto questo risultato arrivando a disporre di una potenza di circa 500 megawatt, 388 dei quali “creati” proprio nell’ultimo anno. I dati che provengono da GSE (Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A., è una società che venne costituita nel 1999, per effetto del decreto Bersani per la liberalizzazione del settore dell’energia elettrica in Italia) indicano un’autentica esplosione del settore che vede l’Italia protagonista nel panorama internazionale.

La notizia è positiva di per sé, ma acquista valore sociale ed economico se si valuta che, secondo GSE, in Lombardia sono installati il maggior numero degli impianti per regione, ma è la Puglia quella che esprime la quantità maggiore di megawatt. Ecco che, caso più unico che raro, la divisione dell’Italia tra nord e sud, che caratterizza l’analisi di quasi tutti i rapporti economici, cessa di esistere: come a dire che di fronte al Sole, siamo tutti uguali.

Il sito www.nimbus.it, sito ufficiale della maggiore associazione meteorologica italiana (SMI), ha divulgato un documento inerente la quantità di innevamento di uno tra i principali ghiacciai alpini in Italia: ebbene, l’inverno trascorso è stato estremamente fertile di precipitazioni, lo abbiamo visto tutti e il costante scioglimento dei ghiacciai alpini italiani che si perpetua da oltre trent’anni, con danni consistenti alla fauna e alla flora, si è bloccato.

In diverse note diffuse dalla Coldiretti (la più grande associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana) si legge che “L’alternarsi di periodi di siccità con quelli di pioggia intensa è uno degli effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una modificazione della distribuzione delle piogge e l’aumento dell’intensità delle precipitazioni” arrecando danni all’agricoltura per diversi milioni di euro ogni anno e modificando, spesso in maniera irrecuperabile, le caratteristiche geologiche del suolo.

A fronte di questi dati, autorevoli seppure frammentari, è evidente che l’emissione eccessiva di gas serra ci costa troppo, oltre a distruggere l’ecosistema di cui siamo figli.

Per dare conto del potenziale economico, oltre che ambientale, GSE ha stimato che il settore fotovoltaico vale già oltre 2 miliardi euro ed ha creato circa 15 mila posti di lavoro, ma gli addetti ai lavori assicurano che i molteplici ostacoli burocratici che le Regioni impongono rallentano molto lo sviluppo di questo settore.

Il panorama economico, sociale ed ambientale è effettivamente influenzato da una serie di variabili spesso ingestibile né prevedibile, tuttavia questi pochi dati sono sufficienti per stimolare una riflessione: chissà che per superare la Grande Crisi, determinata per buona parte da un modo di fare “economia” sul quale gravano grandi zone d’ombra, sia necessario tornare a fare le cose alla luce del Sole?

Ne beneficeremmo certamente sia a livello economico sia livello ambientale; allora auguriamoci che questi giorni di solleone inducano Istituzioni e Cittadini a riflettere su questi dati!

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