Ecco cosa fa un soccorritore!

L’ APA (American Psychological Association) ha raccolto le testimonianze di due psicologi presenti alla maratona di Boston di quest’anno.

In America è prassi che psicologi volontari facciano parte dello staff medico che aiuta i runner durante le maratone: gli psicologi hanno il ruolo di ridurre l’ansia e di spiegare agli sportivi quali saranno le pratiche mediche messe in atto in caso di infortunio, oppure utilizzano tecniche cognitivo – comportamentali come la respirazione profonda, il rilassamento e  le tecniche immaginative per ridurre l’ansia e l’attivazione del paziente.
Quest’anno il Dr.  Jeffrey L. Brown e la Dr.ssa Beth S. Meister hanno raccontato la loro esperienza e ciò che hanno fatto, in quanto staff medico, per i partecipanti.
Il Dr. Brown racconta di come, dopo il secondo scoppio, sia corso per strada verso il luogo dell’esplosione cercando chi fosse sopraffatto dall’evento. Una volta individuati si è avvicinato e gli ha ridotto il campo visivo per limitare spiacevoli visioni, ha proposto un “piano di fuga” ed ha aiutato le vittime a focalizzarsi su tale piano cercando di mantenere la loro capacità di ragionamento il più intatta possibile.
La Dr.ssa Meister, allo scoppio del secondo ordigno, era in una tenda dello staff ad aiutare una giovane partecipante a concentrarsi sulla temperatura corporea. La ragazza, alla notizia che si trattava di una bomba, ha cominciato a piangere e la Dr.ssa l’ha abbracciata all’altezza della testa per ridurre la sua esposizione al panico che si stava producendo. La Dr.ssa è rimasta nella tenda è rimasta a fornire supporto spiegando alle vittime cosa sarebbe successo nell’immediato futuro.
I due professionisti, esposti all’evento in maniera praticamente indiretta, hanno successivamente tentato delle strategie di“auto-protezione”. Il Dr. Brown è tornato a casa con un amico dello staff, camminando per 5 miglia, e hanno parlato della propria esperienza processando le emozioni  e supportandosi a vicenda. Ogni volta che ne aveva l’opportunità ne parlava con qualche amico o familiare. La Dr.ssa Meister ha seguito un gruppo si supporto per operatori costituito due settimane dopo l’evento e ne ha parlato con amici e parenti. Successivamente ha trovato sollievo nelle tecniche cognitive che lei stessa insegna ai suoi pazienti.
di Andrea Poliseno

Leave a Reply