Durban II a rischio boicottaggio

Si riunirà per la seconda volta, a Ginevra, in Svizzera, dal 20 al 24 aprile 2009, la Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza.  Il meeting, denominato “Durban II”, fa seguito alla prima Conferenza mondiale contro il razzismo, promossa dall’ONU e tenutasi a Durban, in Sudafrica, nel 2001.

Quest’ultima ha rappresentato un fondamentale passo in avanti nella lotta al miglioramento delle condizioni di vita di milioni di esseri umani che, nel mondo, sono vittime della discriminazione razziale e dell’intolleranza. In tale occasione, infatti, è stata adottata la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban (DDPA), documento che fornisce una serie di importanti misure ai governi, alle organizzazioni non governative e ad altre istituzioni, per contrastare il razzismo in tutte le sue svariate manifestazioni e per il sostegno, inoltre, allo sviluppo del settore dell’educazione, alla lotta alla povertà, alla promozione del rispetto dei diritti dell’uomo. In tale direzione, nella prossima Conferenza di Ginevra prevista ad aprile, si procederà all’esame dei progressi compiuti e alla valutazione della messa in opera delle misure adottate nel 2001, all’identificazione di iniziative concrete per combattere ed eliminare tutte le espressioni della discriminazione razziale. Tuttavia, Durban II rischia di trasformarsi – come già è accaduto in occasione della prima Conferenza mondiale sul razzismo – in un processo contro Israele, nel tentativo di associare il sionismo ad una forma di razzismo. Stati Uniti ed Israele ritirarono allora le loro delegazioni.  Anche oggi numerosi paesi come Francia, Olanda, Belgio, Danimarca, gli stessi USA minacciano il boicottaggio della conferenza se essa assumerà le sembianze dell’ennesima propaganda anti-israeliana ed anti-semita.  Israele e Canada hanno già dichiarato, invece, che non saranno presenti all’evento.

Anche l’Italia ha deciso di ritirare la sua delegazione dai negoziati per la Conferenza dell’Onu, per la presenza, nella bozza di dichiarazione finale del summit di Ginevra, di pesanti accuse contro la politica israeliana nei territori palestinesi, giudicata come una forma contemporanea di apartheid e una forte violazione dei diritti umani. Nel testo, Israele viene inoltre definito una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale. Altri paragrafi, invece, fanno riferimento a restrizioni inaccettabili alla libertà d’espressione nelle vesti della lotta all’oltraggio delle religioni. Il Comitato Preparatorio della Conferenza di Ginevra, che procede alla redazione del testo finale della dichiarazione, è presieduto dalla Libia e ne fanno parte Cuba, Iran, Camerun, Sudafrica, Senegal, India, Indonesia, Pakistan, Argentina, Brasile, Cina, Armenia, Croazia, Estonia, Russia, Belgio, Grecia, Norvegia e Turchia.

L’Unione europea ha annunciato che non parteciperà al summit di Ginevra se i documenti preparatori del meeting non verranno modificati. Per tale motivo, i 27 paesi dell’Unione si sono trovati d’accordo su un nuovo testo, proposto dall’Olanda in questi ultimi giorni. Tale documento è molto più sintetico rispetto all’attuale e non fa alcuna menzione di temi anti-semiti e di limitazioni alla libertà d’espressione, nel rispetto delle generali finalità e degli obiettivi della Conferenza sulla lotta al razzismo. L’UE sarà presente alla conferenza soltanto se il nuovo testo olandese sarà accettato a Ginevra. Il Comitato preparatorio della Conferenza ONU ha fatto sapere, dal canto suo, che ha già proceduto alla diffusione di una nuova bozza di dichiarazione finale che possa allontanare, così, le minacce di boicottaggio da parte dell’Unione europea e degli Stati Uniti. Il documento, più breve del precedente, non fa più riferimento ad Israele e all’oltraggio delle religioni, due argomenti considerati inaccettabili dalla maggior parte dei paesi occidentali.

 

                                                                                                                        

Fonti:  www.un.org,  www.internazionale.it,

          www.focusonisrael.org

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