Dove lo Stato non arriva ci pensano le Organizzazioni

 

Il problema della gestione dei flussi migratori può essere definita come una delle costanti degli ultimi due o tre anni insieme a quella di crisi economica.

Gli enormi flussi migratori, verificatisi nella seconda metà di quest’ultima decade, sono principalmente connessi ai persistenti conflitti presenti nel medio-oriente e nell’Africa Sub-Sahariana, rendendo la migrazione economica quasi irrilevante ai fini statistici. Nonostante la gravità di ciò le politiche di accoglienza, soprattutto nell’ultimo anno, da parte degli Stati Europei hanno lasciato decisamente il tempo che trovano: abbiamo assistito alle chiusure di alcune frontiere, espropri, costruzioni di muri, richiesta di cambiamento degli accordi internazionali e l’avanzata di fronti nazionalisti in tutto il vecchio continente. Di fronte all’immobilismo e/o la confusione dei governanti, i non-governati si sono mossi con le loro risorse personali come spesso avviene nella storia dell’uomo: a Londra, Shelly Taylor ha creato un’App che aspira a intervenire nella crisi europea dei rifugiati garantendo un maggior coordinamento tra le organizzazioni impegnate nei soccorsi dei rifugiati. RefAid è una piattaforma online che offrirà una mappatura delle ONG, dei servizi e dei luoghi dove i rifugiati potranno trovare assistenza specifica alla loro necessità in tempo reale, basandosi sui sistemi di geolocalizzazione. Allo stesso tempo permetterà alle ONG di coordinare la loro attività senza sovrapporsi al lavoro degli altri. Per ora l’App è attiva nel Regno Unito ed in Italia, presto anche in Grecia, e prevede l’adesione della Croce Rossa Britannica, Save The Children, Caritas, Arci, e il Consiglio Italiano per i Rifugiati.

di Valerio Lofoco

 

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