Chiusura del Museo dell’ Alto Medioevo a Roma, tornano i Secoli Bui

Purtroppo i tagli al budget colpiscono per l’ennesima volta il mondo culturale e archeologico Italiano; questa volta direttamente nella Capitale, dove il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo e L’Opus Sectile di Porta Marina sito in Viale Lincoln verrà avviato alla chiusura. Appresa la notizia infatti tramite le principali testate italiane e come affermato da Giuseppe Galli RSU CGIL della Soprintendenza, il motivo che spingerà il governo alla chiusura del Museo sarebbe «L’affitto da 370mila euro che il Mibact paga per la struttura a Eur Spa» (Sara Grattoggi, La Repubblica, 09/02/14), partecipata al 90% al Ministero dell’Economia e al 10% dal Comune di Roma.“Lo Stato che paga lo Stato”,(G.Volpe, Il Manifesto,06/02/14).
Infine a causa del debito accumulato e della Spending review l’Istituto rischia la soppressione.
Il Tecnicismo Economico sopprime l’Arte, noi questa la consideriamo una vera e propria assurdità.
In risposta a questo provvedimento in museo ha creato un iniziativa per domenica 30 Marzo, invitando a partecipare numerosi, con lo slogan “Il biglietto ve lo paghiamo noi!”.
Il progetto ha riscosso molto successo facendo terminare in pochi giorni la disponibilità di posti disponibili e rendendo cosi possibile il ripetersi dell’iniziativa gratuita con l’organizzazione di altri gruppi in altre date da destinarsi.
Il Museo espone materiali databili tra il IV ed il XIV secolo provenienti per la maggior parte da Roma e dall’Italia Centrale.
Nucleo del Museo sono le testimonianze dell’occupazione longobarda in Umbria e nelle Marche (VI-VII sec.): le due più importanti necropoli dell’Italia centrale (Nocera Umbra e Castel Trosino), con i loro corredi di armi, gioielli, avori, vetri e vasellame di bronzo e ceramica. La successiva età carolingia è illustrata da un cospicuo gruppo di rilievi marmorei provenienti dalla decorazione architettonica delle chiese di Roma e del Lazio, profondamente rinnovate all’epoca della “rinascenza carolingia” (IX-X sec.). Allo stesso periodo appartengono gli arredi e gli oggetti d’uso provenienti da due aziende agrarie di fondazione papale, le domuscultae di S.Cornelia e di S.Rufina, create nella Campagna Romana per l’approvvigionamento della città (fine VIII-X sec.) e perdurate con altre funzioni fino al pieno medioevo.
Ma nel museo è esposta anche la straordinaria decorazione in opus sectile (intarsi di marmi colorati) da una domus aristocratica fuori Porta Marina a Ostia, in un nuovo scenografico allestimento che ricostruisce le volumetrie degli ambienti e che ci permetterà di apprezzare lo splendore dei magnifici intarsi di marmo colorato dallo straordinario impatto visivo e dalla complessa interpretazione.
In seguito a queste iniziative invito i nostri lettori a riflettere attentamente su cosa stia succedendo in questi tempi; un popolo che non sa da dove viene non può sapere nemmeno dove sta andando, se continueremo a mettere da parte il nostro passato e lo studio dei millenni di storia che racchiude la nostra terra perderemo la nostra identità culturale e con essa anche il nostro futuro.

di Fabrizio Iuliano 

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