Cannabis terapeutica contro il dolore: legalizzazion

La British Columbia Mental Health and Addictions Journal ha pubblicato i risultati di uno studio secondo cui la spesa sanitaria necessaria a contrastare gli effetti del consumo di cannabis sulla salute è di otto volte inferiore a quella necessaria per l’alcool e di quaranta volte inferiore a quella per il tabacco.
Il tabacco costa alla sanità circa 800 dollari a utente, l’alcool circa 165 dollari, e la cannabis circa 20 dollari. L’alcool viene utilizzato da un numero molto elevato di persone, anche se la grande maggioranza è a rischio basso o moderato per la salute. La cannabis e il tabacco sono consumati da un numero molto più ridotto. La maggior parte del consumo di cannabis comporta rischi bassi o moderati, mentre la maggior parte del consumo di tabacco comporta alti rischi. Lo studio ha anche rivelato che “il 94% della spesa pubblica relativa alla cannabis è dovuta alla legge e non alla sostanza in sé: i danni, i rischi e il costo sociale di alcool, cannabis e tabacco variano notevolmente. Tutto in gran parte dipende dal modo in cui la legge si pone di fronte a queste sostanze. Alcool e tabacco sono legali, il che spiega perché vi sono costi giudiziari inferiori rispetto alla cannabis. Ma i costi sanitari per i consumatori di tabacco e alcool sono molto più elevati di quelli per la cannabis. Il consumo di cannabis è quindi meno rischioso per la salute rispetto al consumo di alcool o tabacco”. E’ scientificamente dimostrato che la sostanza ha efficacia terapeutica e antidolorifica contro molte malattie, dall’Aids alla sclerosi multipla. Decine di migliaia di pazienti potrebbero beneficiare di questa sostanza, ma l’attuale legislazione contro le droghe sembra prevalere sulla medicina. Nella generale definizione di droghe si devono comunque sottolineare le dovute differenze sull’uso e l’abuso che ne viene fatto: nel caso terapeutico si parla di cannabis come possibile soluzione al dolore di molti malati e poi c’è la droga di cui fanno uso tossicodipendenti o adolescenti per puro divertimento, che non ha nessun beneficio nelle persone sane e che a lungo termine se abusata, può provocare danni irreversibili per la salute. American Medical Association e American College of Physicians hanno chiesto al Governo di legalizzare e promuovere la cannabis a fini terapeutici, vista la mole di dati scientifici che ne prova l’efficacia. La più rappresentativa delle associazioni mediche statali, la California Medical Association, ha addirittura definito il proibizionismo sulla cannabis una “politica sanitaria fallimentare”, per le conseguenze che questa repressione ha sulla salute dei cittadini. Inoltre, numerose associazioni mediche non hanno mai temuto di schierarsi apertamente per la legalizzazione della cannabis terapeutica, offrendo decisivi contributi in campagne referendarie vinte ormai in oltre dieci Stati. La presa di posizione del mondo medico-scientifico negli Usa è stata così accompagnata da una depenalizzazione della cannabis a livello federale, voluta dall’Amministrazione Obama. Proprio in questi giorni per la prima volta uno Stato sta per tassare la vendita di cannabis ad uso terapeutico. Continua invece il silenzio dei medici italiani che ancora non hanno preso una posizione a riguardo. La causa è più che buona e la domanda è spontanea: si può legalizzale una droga per migliorare la qualità di salute dei malati?

Aduc

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