Biocarburanti problema o risorsa?

I biocarburanti da anni rappresentano il futuro delle energie pulite per la limitazione delle emissioni di CO2. Tuttavia, le recenti analisi effettuate dalla CE e dalla BCE mostrano che i risultati ottenuti fin ora sono molto limitati ed addirittura controproducenti.

Negli ultimi anni la Commissione Europea, come la maggior parte dei paesi industrializzati, ha promosso e incentivato la produzione dei biocarburanti a scopo di diminuire le emissioni provocate dal trasporto.  Tuttavia, proprio su decisione della stessa CE, si sta provvedendo a limitare la quantità di biocarburanti derivanti da colture alimentari. Questa iniziativa portata avanti dalla eurodeputata Corinne Lepage, ha evidenziato i rischi connessi a questo tipo di colture: l’inquinamento e l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Infatti, si calcola che l’incremento di questo tipo di produzione, per far fronte al rincaro delle energie fossili, abbia causato un incremento del 75% sui prodotti agricoli, determinando tra l’altro la diminuzione di altre produzioni meno funzionali a questo scopo. Inoltre, le coltivazioni intensive hanno determinato una crescente deforestazione, limitando le capacità di assorbimento di CO2, unitamente al fatto che le emissioni utilizzato lungo tutta la filiera produttiva di questi prodotti, costituiscono una percentuale piuttosto elevata.
I rischi paventati sono notevoli in relazione ai risultati ottenuti finora. Ciò nonostante la CE non dovrebbe limitare di molto gli investimenti, tentando di incrementare lo sviluppo tecnologico per superare la fase di empasse che si sta affrontando, altrimenti si rischia di vanificare lo sforzo profuso fin ora.  
di Matteo Panetta

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