Aumenta l’edilizia sostenibile in Italia: 1.003 i “Comuni virtuosi” del Rapporto ONRE

Lo scorso 8 marzo è stato presentato, da parte di Legambiente e Cresme, il rapporto dell’Osservatorio Nazionale sui Regolamenti Edilizi del 2013. 

Secondo i dati presentati, l’edilizia di tipo sostenibile sarebbe in aumento in tutto il Paese, in particolar modo nelle regioni del centro-nord. La spinta innovativa viene, per così dire, “dal basso”: sono infatti i cosiddetti “Comuni virtuosi”, in tutto 1.003, che hanno modificato i propri regolamenti edilizi al fine di includere nuovi criteri e obiettivi energico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e della qualità del costruito, andando oltre la normativa in vigore. La ricerca sottolinea, inoltre, come siano aumentati non solo i Comuni che hanno scelto l’edilizia sostenibile (i regolamenti sostenibili sono cresciuti del 42,3% rispetto 2010 e addirittura dell’80% rispetto al 2009), ma anche i temi affrontati.
I parametri presi in considerazione nell’analisi sono l’isolamento termico, i tetti verdi, l’utilizzo di fonti rinnovabili, l’efficienza energetica degli impianti, l’orientamento e la schermatura degli edifici, i materiali da costruzioni locali e riciclabili, il risparmio idrico e il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie, l’isolamento acustico, la permeabilità dei suoli e l’effetto isola di calore, le prestazioni dei serramenti, la contabilizzazione del calore, la certificazione energetica, le pompe di calore e le caldaie a condensazione, la ventilazione meccanica controllata.
I nuovi obiettivi previsti dalla Direttiva Europea 31/2010 implicano un’accelerazione ancora più forte nella transizione verso uno scenario nel quale il peso dei consumi energetici legati al settore delle costruzioni si dovrà ridurre significativamente grazie a un rapido miglioramento degli standard e a una fortissima integrazione delle fonti rinnovabili. In particolare, dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici, e dal 2021 anche quelli privati, dovranno garantire prestazioni di rendimento tali da non necessitare impianti per il riscaldamento o il raffreddamento oppure di soddisfare tali esigenze attraverso l’uso di fonti rinnovabili.
 
di Giada Giacomini 

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