ANCI Ideali: dalla Carta di Lipsia a un progetto “Urbact” per il monitoraggio dei pacchetti anti-crisi

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Nello scorso maggio, la commissaria alla politica regionale Danuta Hubner ha reso noto di accogliere positivamente il contributo fornito con la piattaforma di monitoraggio dei pacchetti anti-crisi dalla fondazione Anci Ideali all’attuale dibattito sull’impatto della crisi economica nelle città.

 

 

In una lettera inviata al nuovo presidente della Fondazione Europea delle Città “Anci-Ideali” Marta Vincenzi, Hubner caldeggia la partecipazione della stessa ad un progetto URBACT incentrato su queste tematiche.

 

 

 

 

 

Già a Lipsia nel 2007 l’UE aveva mostrato di saper affrontare temi politici che vanno al di là delle sue strette competenze. La presidenza tedesca in quel semestre aveva voluto esercitare la sua leadership politica in modo pieno ed autorevole. La Commissaria Hubner era allora un invitato tra gli altri, insieme ai centri di ricerca europei che elaborano proiezioni di sviluppo economico e demografico, che prospettano scenari dei quali i soggetti politici europei devono tener conto. Hubner era a Lipsia come titolare dello strumento operativo che può sostenere e finanziare lo sviluppo urbano e territoriale, ma che può essere uno strumento tra altri, quali ad esempio la Banca Europea Investimenti. Il dibattito impegnava il livello politico ad un grado elevato: quello dei ministri responsabili dello sviluppo territoriale e urbano, che hanno convenuto sull’opportunità di adottare politiche nazionali, e sull’esigenza di riorientare i loro programmi sostenuti dai Fondi Strutturali alla luce della discussione comune, dei documenti e degli impegni adottati.

 

 

Dopo il vertice di Lipsia non ci si è più potuti nascondere dietro il dito della mancanza di base giuridica dell’UE sulla politica urbana. I rappresentanti degli stati membri hanno convenuto che una politica urbana comunitaria e in ogni paese europeo serve per costruire un’Europa i cui territori siano in grado di sostenere la competitività dell’economia globale. La Commissaria si è spinta fino a dichiarare che: “sarebbe opportuno che il futuro Trattato europeo possa sancire un maggior ruolo delle città e dei territori, dando luogo così ad un futuro e deciso intervento comunitario in favore delle città”. E ancora: “Abbiamo bisogno di città attrattive, che utilizzino le proprie risorse in maniera innovativa e sostenibile, delle città che sappiano amministrare in modo lungimirante, per chi ci vive oggi ma anche per i cittadini di domani […] Abbiano bisogno di una vera cooperazione istituzionale efficace per far crescere le nostre città. Le sfide sono ben chiare e meritano una strategia di medio-lungo periodo: la globalizzazione, il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile. Dobbiamo investire molto sulla capacità delle nostre città di cambiare e migliorare”. Il Vertice di Lipsia aveva impegnato i paesi che successivamente alla Germania eserciteranno la leadership europea nei semestri di questi ultimi due anni per andare avanti nella verifica semestrale della realizzazione degli impegni presi dai rappresentanti degli stati membri: ossia investire di più sullo sviluppo urbano –sia in ambito comunitario che a casa propria- con politiche appropriate, strumenti adeguati e coinvolgimento e gestione affidate alle amministrazioni cittadine. L’approccio particolarmente pragmatico della Germania a Lipsia ha segnato un importante risultato: proprio sui temi che riguardano il governo del territorio, l’esecutivo di uno Stato federale come la Germania ha saputo imprimere una spinta decisiva verso una politica europea e dei singoli paesi in favore delle città. Con un approccio che parte dal coinvolgimento dei singoli stati, che ottiene la condivisione di una strategia comune basata su scenari dello sviluppo europeo di lungo e medio periodo, per arrivare al coordinamento e alla responsabilizzazione di ogni stato ad investire sulle città attraverso proprie politiche nazionali, fino a far passare il principio di un monitoraggio periodico degli impegni assunti.

 

 

 

 

 

A Lipsia dunque, due anni or sono, è nata davvero una coesa politica urbana europea? Nessuno potrà più di certo mettere in dubbio che un grande passo è stato compiuto, e che l’Europa ha bisogno di città “leaders”, capaci di incidere nel cambiamento e nel progresso, nonché di affrontare la crisi economica globale che ancora ad oggi incide –seppur ormai in minor misura- sui mercati comunitari.

 

 

Alla luce della strada intrapresa, Hubner è quindi tornata su questo nuovo dibattito e un primo positivo risultato già da portare a casa: “Noto con interesse che dal dibattito rilanciato dalla Fondazione Anci-Ideali vengono identificate due serie di misure per prevenire la povertà in tempi di crisi e per creare sinergie fra gli attori locali”.

 

 

“So bene –prosegue la Hubner rivolgendosi alla Anci Ideali- che in questo momento c’è forte necessità di piattaforme come la vostra per indagare sul futuro impatto della crisi globale sulle città, un tema particolarmente caro alla Commissione”.

 

 

Infine, la commissaria, che è al tempo stesso socia onoraria di Anci Ideali, aggiunge e precisa:

 

 

“Il principale contributo della politica di coesione al pacchetto anti-crisi della Commissione Europea consiste nell’accelerare i pagamenti agli Stati membri, ampliando le opportunità di finanziamento e facilitando l’accesso ai Fondi Strutturali, che contribuirà a velocizzare la realizzazione di progetti sul campo”.

 

 

Dunque, un buon inizio e un ottimo proseguo, che fanno certamente di che ben sperare per il prossimo futuro. Noi, giovani cittadini del “vecchio” Continente, staremo a vedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Documento Agenda Terr. Dell’Unione Europea – Lipsia, (D), 24-25 maggio 2007

 

 

 

 

 

www.ideali.be.it – ANCI IDEALI, Fondazione Europea delle Città

 

 

 

 

 

www.europa.eu – il portale delle istituzioni europee al cittadino

 

 

 

 

 

 

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