Ambiente

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L’Associazione “cento giovani” per poter analizzare la sensibilizzazione sulla le tematiche ambientali ha monitorato negli anni le definizioni e le relative categorie che gli enti specifici, internazionali e non, hanno divulgato per catalogare ciò che può essere definito “attività inquinante”.

Il CEPA (Classification of Environmental Protection Activities and expenditures) propone una classificazione divisa in tre aspetti: energia, trasporti e inquinamento, per poter misurare le relative attività e quindi moli di immissione nell’ambiente di sostanze che alterano l’ecosistema.

Un modo per valutare l’impatto che queste categorie generano sull’ambiente, è quello di misurare e confrontare negli anni, le imposte attribuibili ad attività che hanno un comprovato impatto ambientale su specifici parametri fisico-chimici.

Questo approccio è stato assorbito dall’Associazione a partite dai resoconti statistici ufficiali che a livello internazionale, vengono divulgati. Ecco che quindi misurare le “imposte ambientali” significa in qualche modo tener sotto controllo il volume delle attività ad alto impatto ambientale e la relativa sensibilizzazione della società verso questa tematica.

A partire dal 1995 è stato inoltre possibile comparare questo genere di imposte con quelle dei paesi dell’Unione Europea. La fonte dei dati per la comparazione del gettito derivante da imposte ambientali dell’UE è stato tratto dalle statistiche Eurostat. Per quanto attiene alla categoria dell’energia, le variabili di cui si sono raccolti i dati sono relative alle principali fonti di energia come il GPL, il petrolio e suoi derivati di raffinazione, i gas di scarto prodotti nella raffinazione del petrolio, l’energia elettrica prodotta e quella utilizzata, il gas metano per usi domestici, e il carbone.

A partire da queste variabili, si è attribuita a ciascuna una voce di imposta, così come segue: Sovrimposta di confine sul GPL, Sovrimposta di confine sugli oli minerali, Imposta sugli oli minerali e derivati, Imposta sui gas incondensabili, Imposta addizionale sull’energia elettrica di comuni e province, Imposta sull’energia elettrica, Imposta sul gas metano,Imposta consumi di carbone

La categoria dei trasporti è stata costruita a partire dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico), dai dati relativi alle assicurazioni sulla Responsabilità Civile dei conducenti di automobili, dalle tasse sulla circolazione su quattro e due ruote a carico delle famiglia.

A partire da queste variabili, si è attribuita a ciascuna una voce di imposta, così come segue:

  • – Pubblico registro automobilistico (PRA)
  • – Imposta sulle assicurazioni Rc auto
  • – Tasse automobilistiche

 

Tasse auto a carico delle famiglie Tenendo presente che in Italia non c’erano e non ci sono forme di tassazione sulle risorse e/o sostanze inquinanti, si è però potuto verificare se ci fosse la presenza o meno di raccolta dati sui seguenti parametri: incentivi alla tutela dell’ambiente, tassazione dell’inquinamento acustico da traffico aereo in prossimità delle zone aeroportuali, tassazioni su pesticidi pericolosi per l’ambiente. A partire da queste variabili, si è attribuita a ciascuna una voce di imposta, così come segue:

  • – Tributo speciale per le discarica
  • – Tassa sulle emissioni di derivati di zolfo
  • – Tributo provinciale per la tutela ambientale
  • – Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
  • – Contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi

 
Il fatto che dal 1988 fino al 1993 non si siano raccolti dati in merito, può essere interpretato come un ritardo nella maturazione di sensibilità ambientale da parte delle istituzioni.

I valori espressi da ciascuna variabile in ciascuno dei tre parametri, sono stati uniformati in milioni di euro per facilitare il lettore, conferendo alla ricerca una maggiore leggibilità dei dati.

A seguire, in allegato formato Acrobat pdf, i rapporti della ricerca suddivisi per anno.

Negli allegati è possibile consultare i risultati dell’indagine, raggruppati per trienni.