Mare nostrum, vita tua Stampa
Editoria - Numero 331
Scritto da Andrea Poliseno   
Mercoledì 22 Aprile 2015 06:14

Altre 900 anime queste weekend cercavano la vita ed hanno trovato la morte. Due naufragi: uno nel canale di Sicilia, l’altro vicino a Rodi.
Tra i due eventi si contano per ora quasi 80 sopravvissuti. Sopravvissuti due volte, prima alle guerre e alla povertà poi alla profondità del mare, alcuni aggrappandosi ai corpi senza vita dei compagni di viaggio: mors tua vita mea, se tu muori prima io forse riesco a salvarmi. Come scrive La Repubblica “Il mediterraneo trasformato in una fossa comune. Oltre novecento morti. Morti senza storia, morti di nessuno. Scomparsi nel nostro mare e presto cancellati dalle nostre coscienze”.
In realtà questi morti hanno storie, solo che noi non le conosciamo e questo ci permette di dimenticarne la morte in poco tempo, in attesa che qualche altro naufragio avvenga. Ma queste storie, che noi ignoriamo, continueranno a vivere in tutti i conoscenti e familiari che speravano in una vita migliore propria e dei propri cari, nella mente dei sopravvissuti, nella mente dei soccorritori, delle associazioni di volontariato. Ogni giorno ognuna di queste persone si chiederà perché, perché si deve assistere a tutto questo? Perché sono costretto a vedere persone in mare su zattere di cadaveri?

di Andrea Poliseno

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati
Mare nostro che non sei nei cieli
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire.

Recitata da Erri de Luca a Piazza Pulita lunedì 20 aprile 2015

 

 

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