Nessuna gara d'appalto e lavoro affidato a "tavolino", ecco come ACEA gestisce i soldi dei cittadini Stampa
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Scritto da Manuel Diana   
Giovedì 10 Aprile 2014 19:50
E' di questi giorni l'allarmante notizia apparsa sulla stampa (per tutti Corriere della Sera del 09/04/2014) riguardante l'affidamento della gestione del software dei contatori a SAP Italia da parte di ACEA, il tutto per un totale di circa 50 milioni di euro senza alcuna gara di appalto.      
Tornando indietro nel tempo è immediato il ricordo in cui già nel 2009 ACEA aveva investito centinaia di milioni di euro per la sostituzione dei vecchi contatori con modelli digitali di nuova generazione, apparecchi che sono stati, fino ad oggi, gestiti da due sistemi software diversi gestiti da SAP ISU e NET@ con non pochi problemi per gli utenti. Difatti suddetti sistemi hanno creato non pochi problemi determinando l'invio agli utenti di bollette spropositate, questo a causa dei consumi errati registrati dai contatori.
Problemi, che se confrontati con la notizia di questi giorni, sembrano essere solo routine, difatti in occasione della presentazione del piano di investimento 2014 l'Amministratore delegato di Acea Paolo Gallo ha confermato la previsione di standardizzazione dei sistemi di fatturazione non più sui due software differenti ma su un unico software SAP ISU (software proprietario tedesco) con un investimento di circa 50 milioni di euro affidati direttamente a SAP ITALIA.
Una volta appresa tale notizia quello che viene da chiedersi è se tale affidamento è frutto di una regolare gara di appalto, o effetto di una decisione presa da ACEA in piena autonomia? In assenza di una regolare gara, quali garanzie vi sono che la SAP ITALIA,  sia in grado di gestire direttamente un progetto di implementazione di queste dimensioni?
Probabilmente infatti la SAP ITALIA - sprovvista delle adeguate strutture di servizi necessarie per un’operazione di questo tipo - necessariamente dovrà appoggiarsi a terzi caricando i costi su ACEA, determinando un aggravamento delle spese i cui effetti negativi ricadranno certamente sugli utenti.
Alla luce di ciò è stata fatta richiesta alla società di ottenere contezza delle varie fasi dell’iter procedimentale, per poi predisporre i migliori strumenti di tutela degli utenti, tutela che non può prescindere dalla puntuale ricostruzione di ogni atto e fase della determinazione Acea. Nello specifico si sono richiesti chiarimenti in merito alla composizione del Consiglio di Amministrazione che ha deliberato l'affidamento a SAP Italia di un fondo di circa 50 milioni di euro, violando tutte le regole etiche e delle gare d’appalto previste per la pubblica amministrazione, al contenuto dei verbali di tutte le riunioni con all'ordine del giorno la delibera in oggetto  e della  riunione  finale nella quale si è giunti al conferimento; alla documentazione presentata da SAP Italia comprovante il possesso delle adeguate strutture di servizi necessarie e la capacità di gestire direttamente un progetto di implementazione di queste dimensioni e la documentazione comprovante le valutazioni svolte da Acea circa il potenziale danno economico per gli utenti derivante da questa operazione finanziaria e le misure prese per scongiurare un eventuale grave caso di speculazione finanziaria che impatterà fortemente sulle aziende già in grossa crisi economiche.
Tali quesiti sono stati posti da parte dell’Associazione oltre che ad ACEA anche al Comune di Roma, dal momento che Roma Capitale è socio di maggioranza in ACEA. Ora non resta che attendere un riscontro da parte della società capitolina sperando che non sia l’ennesimo caso di sperpero di soldi dei cittadini.
 
di Manuel Diana
con la consulenza legale dell'Avv. Tina Sanitate 
 

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