"Dal Policlinico al Poli-clinics” Stampa
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Scritto da Manuel Diana   
Giovedì 14 Febbraio 2013 11:08
Questo lo slogan tramite il quale il Policlinico Universitario Agostino Gemelli ha presentato il piano strategico 2012-2016 durante il convegno su "L’hospitalitas del malato del XXI secolo". 
Il piano, che risulta già in funzione, ha l’obiettivo di "riorganizzare l’offerta per macro-aree assistenziali: il Polo Oncologico, il Polo Emergenza, il Polo Donna, il Polo Cardiovascolare, il Polo Neuroscienze". Divisione che permetterà di seguire il malato lungo il processo di cura, dalla diagnosi alla riabilitazione, articolando "il ricovero in tre grandi fasi: quella del pre-ricovero, con individuazione dei bisogni del paziente e quindi del percorso clinico in cui sarà inserito, quella del trattamento e quella della dimissione con garanzia di continuità assistenziale post-ricovero" come ha spiegato il direttore del Policlinico Maurizio Guizzardi. Aggiungendo inoltre che "Il nuovo Gemelli offrirà una risposta alla pressione costante sui temi dell’appropriatezza e dell’economicità dei trattamenti, per rafforzare la sua vocazione di struttura leader nell’assistenza per acuti a livello nazionale e internazionale. Ma il Piano strategico non nasce solo dall’esigenza di migliorare l’efficienza e l’appropriatezza del nostro ospedale, anche se abbiamo l’obbligo di migliorare il nostro conto economico, l’efficienza globale e quella operativa".
Secondo i dati esposti nel medesimo evento da un gruppo di ricercatori dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica nel 2010 (ultimi dati disponibili) il Gemelli è stato il primo ospedale per pazienti di dimessi, 104.205, e per numero di utenti provenienti da altre Regioni; dati che non sono andati ad aggravare la leadership che il complesso detiene sull'efficienza operativa». Si è inoltre fatto riferimento al contenzioso ancora in corso tra azienda ospedaliera e la Regione per il mancato trasferimento dei fondi dovuti, alla previsione del taglio di 258 posti letto entro il 2016 (passando in 5 anni, 2011-2016, da 1.777 a 1.519) e alla riduzione dei costi del personale che ammonta nel complesso a 35 milioni di euro da spalmare nel periodo 2014-2016.
 

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