Al San Filippo Neri previsto il taglio di 120 posti letto e la chiusura di sei reparti. Cittadini sempre più indignati Stampa
Consumatori - Consumatori
Scritto da Manuel Diana   
Lunedì 14 Gennaio 2013 14:47

Il direttore generale dell'ospedale romano, Lorenzo Sommella, nei giorni scorsi ha presentato il piano dell'ex commissario straordinario alla Sanità, Enrico Bondi.

Secondo le previsioni a chiudere sarebbero  i settori di neourochirurgia, cardiochirurgia e altri quattro di dimensioni minori. E' previsto, come conseguenza, il taglio di 120 letto rispetto ai 540 attualmente presenti nell'azienda ospedaliera.
"Sono state già raccolte 70 mila firme di sostegno contro le motivazioni pretestuose dei tagli" ha dichiarato Sommella, aggiungendo poi che "l'eccesso di posti letto nella macro-area non può valere per le strutture di alta specializzazione, perché il paziente che deve sostituire una valvola cardiaca non va nell'ospedale sotto casa ma in quello che ritiene migliore".
Tanti gli esponenti delle istituzioni che si sono recati presso il San Filippo Neri nelle ultime settimane tra cui il Sindaco Alemanno e il Presidente della Provincia Zingaretti. "Credo che il sindaco di Roma debba difendere la sanità della città anche se la competenza è della Regione" ha dichiarato Alemanno incontrando i lavoratori dell'azienda che, da alcune settimane, sono in mobilitazione ma riescono in ogni caso a garantire il servizio.
Ulteriori dichiarazioni sono state rilasciate da Zingaretti precisando che "in un sistema senza controlli sulla appropriatezza, qualità e quantità delle prestazioni e dove l'opacità degli acquisti di beni e servizi è ancora molto forte, la prima cosa da fare è agire sugli sprechi, sugli extra costi, sulle doppie fatturazioni, sulle spese fuori controllo, sulle duplicazioni e le sovrapposizioni di reparti e direzioni. Non si tratta di chiudere questo o quel reparto, questo o quell'ospedale sotto il ricatto dell'emergenza, ma di agire sulla trasparenza, sull'efficienza, sul rigore della spesa e di avviare una riorganizzazione completa della rete ospedaliera e assistenziale, per avvicinare le cure ai cittadini, sul territorio e a domicilio".
Vero interessamento, propaganda politica, dovere istituzionale, ai cittadini e ai professionisti dell'azienda poco importa il motivo dell'avvicinamento, seppur tardivo, delle istituzioni ciò che gli sta a cuore è la salvaguardia della salute collettiva nonché la tutela dei posti di lavoro dell'unico ospedale pubblico di Roma nord ovest.
 

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