Alterazione prodotti alimentari, trovate percentuali di carne equina in alcuni prodotti alimentari Stampa
Consumatori
Scritto da Manuel Diana   
Giovedì 21 Febbraio 2013 18:42
Sembrano ormai lontani i tempi del detto popolare "Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei" dopo le recenti scoperte riguardo l'utilizzo di carni non menzionate in alcuni piatti pronti.
Considerando che il Dlgs 109/1962 che vieta lo scambio non dichiarato di carni per la preparazione di prodotti alimentari e prevede l'obbligo di indicare in etichetta la specie animale da cui proviene la carne utilizzata come ingrediente” l’Associazione dei Consumatori “Cento Giovani” è intervenuta da un lato esigendo che si effettuino i controlli necessari e dall'altro per ottenere doverose risposte dalle autorità preposte ai controlli nonché dalle aziende interessate.
Numerose, di conseguenza, sono state le segnalazioni dei consumatori allarmati dalle ultime notizie apparsi sui maggiori quotidiani, riguardanti le carni utilizzate per la preparazione di pasta fresca ripiena della Buitoni e di lasagne a base di carne della Findus. Da un lato se è vero che nel caso dei tortellini e delle lasagne contenenti oltre al manzo una percentuale non dichiarata di carne equina si è assicurata la non pericolosità per la salute dei consumatori dall'altro quanto accaduto configura comunque una vera e propria “alterazione” dei prodotti in frode dei consumatori.  Tanto la Nestlè per Buitoni che la Findus si sono infatti affrettate a ritirare i prodotti dal mercato e si sono impegnate a verificare la tracciabilità delle carni utilizzate per la preparazione delle loro specialità alimentari.
L' Associazione, adempiendo il suo impegno a tutela dei consumatori, non può non interrogarsi su chi avrebbe dovuto vigilare perché ciò non accadesse. Dopo un'accurata ricerca è emerso che l'Organismo a tutela della sicurezza e tracciabilità degli alimenti è a livello europeo la EFSA (Autorità Europea per la  sicurezza alimentare), questa avrebbe dovuto vigilare e intervenire prima che i prodotti alterati venissero commercializzati.
Peratanto l'Associazione ha richiesto al Ministero della Sanità, all'ASL di Parma e al suddetto ente che si verifichi come mai un organismo preposto a livello europeo al controllo della tracciabilità di prodotti, non sia stato in grado di effettuare controlli preventivi a tutela dei consumatori e del mercato; chiedendo inoltre che la Nestlè (per conto della Buitoni) e la Findus rendano note le procedure di controllo che intendono introdurre affinché non si verifichino nuovamente casi di alterazione alimentare. Doverosa è inoltre una particolare vigilanza da parte della ASL competente su eventuali rischi per i consumatori derivanti in generale dalla mancata tracciabilità dei prodotti alimentari .
L'associazione Cento Giovani continuerà a seguire l'evoluzione della vicenda in attesa di ricevere dalle Autorità in indirizzo chiarimenti e rassicurazioni su quanto accaduto e garanzie sui futuri controlli.
 
di Manuel Diana
con la consulenza dell'Avv. Tina Sanitate 
 

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